Aosta · Italy
La strada dei pellegrini
Nel 990 un arcivescovo inglese tornò da Roma verso Canterbury e annotò le tappe del viaggio. Sono ottanta nomi, e uno di essi è Aosta. Quella lista è il documento che conferisce alla Via Francigena la sua forma: non una strada costruita, ma un percorso che per secoli fece scendere verso sud pellegrini, mercanti, eserciti e chiunque dovesse attraversare le Alpi. Giungevano dal Gran San Bernardo, a 2400 metri, dove i canonici tenevano un ospizio aperto tutto l'anno con i cani che tutti conoscono. Aosta era la prima città dopo il valico: un letto, un pasto e un medico, superata la parte peggiore. Oggi il percorso è segnalato e si ripercorre a piedi, ed è uno dei pochi itinerari d'Europa che si compiono ancora esattamente come mille anni fa.
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Chi era questo arcivescovo?
Sigerico, arcivescovo di Canterbury, andato a Roma a ricevere il pallio dal papa. Sulla via del ritorno fece annotare le tappe, probabilmente per ragioni pratiche. È diventata la fonte principale su come si attraversava l'Europa alla fine del primo millennio.
Che cos'era l'ospizio del valico?
Una casa di religiosi fondata nell'undicesimo secolo proprio sul colle, che accoglieva chiunque passasse, gratis, in qualsiasi stagione. I cani da valanga vennero molto più tardi e sono la parte che tutti ricordano, ma il fatto notevole è che quell'ospizio non ha mai chiuso in mille anni.
Si può ancora percorrere?
Sì. Il tratto valdostano scende dal Gran San Bernardo fino a qui e prosegue verso il Piemonte, segnato e diviso in tappe. Molti fanno solo qualche giorno. Il tratto del valico si cammina d'estate: d'inverno il colle è chiuso, come lo è sempre stato.
Dove si trova
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