Aosta · Italy
I villaggi che la città ha inghiottito
Arpuilles è un villaggio e, al tempo stesso, è Aosta. Come una ventina di altri nuclei dispersi sulla collina e in piano, possiede la propria cappella, la propria fontana, il proprio nome in patois e la propria festa una volta l'anno, ma da più di un secolo l'indirizzo dice Aosta. È quanto accade a un villaggio quando il comune che lo circonda diventa città: continua a esistere e smette di decidere. Le case restano dove erano, i campi divengono giardini, la scuola chiude perché i bambini scendono in città. Colpisce quanto poco si sia perduto: domandate a qualcuno di qui da dove venga e non risponderà Aosta, risponderà il nome del villaggio, e si attenderà che sappiate dove si trova.
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Quanti sono questi villaggi?
Una ventina dentro il territorio comunale, dal fondovalle fino alla collina: Arpuilles, Excenex, Porossan, Signayes, Entrebin e altri. Alcuni sono poche case, altri hanno ancora una piazza e un bar. Tutti hanno un nome che non è italiano.
Che cosa succede alla festa del villaggio?
Messa nella cappella, pranzo lungo, e gente che torna da fuori apposta. Sono le occasioni in cui un villaggio conta ancora le proprie famiglie. In una valle dove molti sono andati via per lavorare, tornare per la festa è un modo di restare iscritti.
Vale la pena salire fin qui?
Se ti interessa capire come è organizzata questa valle, sì. Da quassù vedi la città in basso, le vigne sui terrazzamenti, i canali che tagliano il pendio e le montagne di fronte. È la stessa storia della città, raccontata da più lontano.
Dove si trova
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