Aosta · Italy

L'arrivo della ferrovia

Nel 1886 il treno giunse fin qui, e la valle cessò di essere lontana. Prima si saliva da Ivrea in diligenza, su una strada che d'inverno poneva problemi seri; dopo, si partiva da Torino al mattino e si arrivava per pranzo. Il mutamento fu duplice. Da un lato cominciarono ad arrivare i villeggianti, e con loro gli alberghi, le guide, l'idea che queste montagne fossero un luogo di vacanza. Dall'altro la ferrovia rese possibile un movimento assai meno pittoresco: l'uscita di merci pesanti, che trent'anni più tardi consentì di costruire un'acciaieria in fondo a una valle alpina. Quasi tutto ciò che Aosta è divenuta nel Novecento è passato da questi binari.

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Come si arrivava prima?

Per strada, in carrozza o a piedi, e per i valichi a piedi o a dorso di mulo. Il Gran San Bernardo è stato per duemila anni la via principale verso nord, e d'inverno si passava solo se si doveva davvero.

Chi erano i primi villeggianti?

Famiglie di Torino e di Milano che passavano l'estate in valle, e inglesi venuti per le montagne. Fino ad allora la montagna era un ostacolo da attraversare; per loro diventò il motivo del viaggio, il che all'epoca era un'idea recente.

La linea funziona ancora?

Sì, sale da Ivrea e finisce qui: Aosta è capolinea, non si passa oltre. La linea è a binario unico e da anni è oggetto di lavori di ammodernamento. Per il resto è la stessa idea del 1886.

Dove si trova

Piazza Manzetti, 11100 Aosta · 45.7343, 7.32232 · Apri nelle mappe

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Fonti