Aosta · Italy

Arco di Augusto

Duemila anni fa questo arco era un messaggio. Roma aveva appena sconfitto i Salassi, il popolo di montagna che viveva qui prima, e nello stesso anno, il 25 a.C., fondava sulla loro terra una città nuova, intitolata all'imperatore: Augusta Praetoria. Aosta. Il nome che la città porta ancora oggi è il suo. L'arco era il punto esclamativo di quella vittoria. In alto si ergevano statue di bronzo e armi tolte ai vinti: all'inizio del Medioevo erano scomparse, fuse per il metallo. Ora osserva il centro. Un crocifisso. Un monumento a un imperatore pagano aveva smesso di essere comprensibile, così vi fu appesa l'immagine di Cristo e l'arco divenne Saint-Vout, il santo volto. Due imperi, Roma e la Chiesa, trattenuti nella stessa pietra. Non una rovina, dunque, ma un'affermazione di duemila anni che nessuno è riuscito ad abbattere.

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Chi erano i Salassi?

Un popolo celto-ligure che teneva queste valli e i passi verso il nord: il Piccolo e il Gran San Bernardo. Erano quelli il vero premio. Chi controllava i passi controllava il traffico fra l'Italia e la Gallia, e i Salassi lo tassavano. Roma provò per più di un secolo a piegarli. Ci riuscì Terenzio Varrone Murena nel 25 a.C. Gli autori antichi parlano di decine di migliaia di prigionieri venduti come schiavi. La città nacque sulla loro terra quasi subito, con tremila veterani pretoriani insediati dentro le mura. Dei Salassi, dopo, non si parla più.

Che fine hanno fatto le statue?

Nessuno lo sa con precisione. In cima all'arco c'erano statue di bronzo e armi catturate: il modo romano di dire abbiamo vinto, ed ecco il bottino. All'inizio del Medioevo non c'erano più, portate via per il metallo più che per dispetto: il bronzo si rifondeva volentieri. L'attico sopra le colonne è stato rifatto più di una volta, e nel 1716 ci hanno messo un tetto in lose per impedire all'acqua di mangiare il conglomerato. Quello che vedi lassù oggi, quindi, è una protezione, non una decorazione.

Cos'è il Saint-Vout?

Saint-Vout è il nome con cui qui si chiama il crocifisso appeso sotto l'arco: dall'antico francese vout, volto, il santo volto. Lo misero lì nel Medioevo, e gli aostani smisero di chiamare il monumento arco: per secoli è stato semplicemente l'arco di Saint-Vout. Passando sotto, ci si faceva il segno della croce. Il crocifisso originale, in legno, è oggi al Museo del Tesoro della Cattedrale, a pochi minuti da qui; quello che pende nell'arco è una copia.

Dove si trova

Piazza Arco d'Augusto - Place Arc d'Auguste, 11100 Aosta · 45.73926, 7.32814 · Apri nelle mappe

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