Courmayeur · Italy
L'uomo che smise
Questo rifugio porta il nome di Walter Bonatti, e il tratto più notevole della sua vicenda non è una salita: è il momento in cui smise. Nel febbraio del 1965, cent'anni esatti dopo la prima salita del Cervino, Bonatti salì da solo la parete nord di quella montagna in pieno inverno, per una via nuova, in quattro giorni. Era il più grande alpinista del mondo e aveva trentaquattro anni. Giunto in cima annunciò di avere finito, e non tornò più su una parete difficile. Trascorse i trent'anni successivi a viaggiare per una rivista italiana, inviando reportage dalla Patagonia, dall'Africa, dall'Alaska. Quattro anni prima, poche valli più in là, aveva già vissuto la settimana peggiore della propria vita sul pilone del Frêney. Smettere in cima, quando tutto va ancora bene, riesce a quasi nessuno.
Vai più a fondo
Perché smise davvero?
Disse di aver fatto quello che voleva fare. Pesò anche un altro fatto: nel 1954, sul K2, era stato al centro di una polemica sulla spedizione italiana che lo accompagnò per decenni, e di cui fu riconosciuta la sua versione solo molto più tardi. Aveva ragioni per volersi occupare d'altro.
Che rapporto aveva con questa valle?
Lungo. Aveva lavorato come guida a Courmayeur, aveva aperto vie su questo versante del Monte Bianco e aveva vissuto qui per anni. Il rifugio gli è stato intitolato mentre era ancora vivo, il che è raro e indica in quale considerazione lo tenessero da queste parti.
Come si arriva al rifugio?
A piedi, un'ora e mezza circa dal fondo della Val Ferret, su un sentiero che poi prosegue in quota lungo tutta la valle. È una tappa del Tour du Mont Blanc, e il balcone davanti guarda dritto sulle Grandes Jorasses.
Dove si trova
Altre storie a Courmayeur
- L'Aiguille Blanche
- L'Aiguille Noire
- Museo Alpino Duca degli Abruzzi
- Lo sperone della Brenva
- Casa delle Guide
- Chiesa di San Pantaleone
- Il colle tranquillo
- Il Col de la Seigne