Aosta · Italy
Porta Praetoria
Questa è la porta orientale della città romana, e si conserva quasi per intero. Osserva come vi si entra: non un arco soltanto, ma due, e fra i due un cortile scoperto. Era una trappola. Chi giungeva con cattive intenzioni si ritrovava chiuso fra due cancellate, con i soldati sopra la testa nelle torri laterali. I passaggi sono tre: quello ampio al centro per i carri, due più stretti per chi procedeva a piedi. Osserva poi in basso. Il livello romano è quasi tre metri sotto i tuoi piedi: duemila anni di città risollevatasi sulle proprie macerie, un incendio dopo l'altro, una piena dopo l'altra. La pietra che vedi oggi è nuda, ma un tempo era rivestita di marmo bianco. Cercalo per Aosta e lo troverai: asportato nel Medioevo e rimesso in opera nelle chiese. La porta rimase comunque in piedi. Era troppo utile per demolirla, e troppo grande perché valesse la pena tentare.
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Perché due porte?
Perché una porta sola si sfonda. Con due, chi entrava finiva in un cortile chiuso, sotto tiro dalle torri ai lati. In tempo di pace il cortile era semplicemente il posto dove si controllavano i carri e si riscuotevano i dazi.
Perché il livello è più basso?
Le città salgono. Ogni incendio, ogni crollo, ogni strada rifatta sopra quella vecchia aggiunge qualche centimetro. In duemila anni Aosta si è alzata di quasi tre metri, e la porta romana è rimasta dov'era.
Dov è finito il marmo?
Riutilizzato. Nel Medioevo una rovina romana era una cava comoda e gratuita: il rivestimento è stato staccato e rimesso in opera altrove, soprattutto negli edifici religiosi. Non è vandalismo, è economia.
Dove si trova
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