Aosta · Italy
La montagna della città
Osserva verso sud, oltre i tetti. La piramide che chiude la vista è il Mont Emilius, 3550 metri, e davanti a lui, più bassa e più squadrata, la Becca di Nona. Non sono le montagne più celebri della regione: il Monte Bianco e il Cervino si trovano altrove, in fondo alle valli laterali, e da qui non si vedono. Queste si ergono invece esattamente sopra la città, e sono quelle che gli abitanti di Aosta guardano ogni giorno senza pensarci. Fungono da orologio e da barometro: quando la Becca è sgombra si può salire, quando porta il cappello si resta in basso. Una città di montagna raramente guarda la montagna più alta. Guarda la propria.
Vai più a fondo
Si può salire?
Sì, ed è una salita lunga ma non tecnica in estate, partendo dai villaggi sopra la città. Molti fermano alla Becca di Nona, che ha una cappella in cima ed è la gita classica degli abitanti. Il Mont Emilius richiede una giornata piena.
Da dove viene il nome?
Non è chiaro, e le spiegazioni che circolano sono più affascinanti che documentate. Il nome in questa forma è relativamente recente; prima la montagna aveva nomi locali diversi. È un fenomeno comune: le cime prendono nomi ufficiali tardi, spesso da chi le mappa.
Dove si vede meglio?
Da qualsiasi punto aperto sul lato nord della città, guardando a sud, e meglio ancora salendo verso i villaggi sopra Aosta. La luce migliore è alla fine del pomeriggio, quando il sole prende la parete e la città è già in ombra.
Dove si trova
Altre storie a Aosta
- Adret e envers
- L'arrivo della ferrovia
- Arco di Augusto
- Museo Archeologico Regionale
- I villaggi che la città ha inghiottito
- La Bataille des Reines
- Cattedrale di Aosta
- Chiesa di Santo Stefano