Aosta · Italy
La Fiera di Sant'Orso
Il 30 e il 31 gennaio queste strade scompaiono sotto i banchi. La Fiera di Sant'Orso si tiene da circa mille anni e non vende souvenir: vende ciò che gli abitanti di questa valle sanno fare con le mani d'inverno, quando il lavoro nei campi si arresta. Legno intagliato, pietra ollare, ferro battuto, cuoio, panni di lana, pizzo. Gli espositori provengono da tutti i comuni e molti esercitano per il resto dell'anno un mestiere del tutto diverso. Nella notte fra le due giornate la città non chiude: è la veillà, si beve vino caldo e si gira fino all'alba, e alle tre del mattino le strade sono ancora affollate. Il freddo è notevole. Vi accorre comunque l'intera valle, perché la fiera è il momento in cui la valle si guarda in faccia.
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Perché si chiama così?
Per la leggenda che racconta di Orso, il religioso che dava agli indigenti gli zoccoli di legno davanti alla sua collegiata. Sia vera o no, spiega bene l'origine: una fiera nata intorno a una chiesa e a un gesto pratico, non a un mercato di lusso.
Che cos'è la pietra ollare?
Una pietra tenera che si lavora al tornio e regge il fuoco senza rompersi. Se ne fanno pentole e stufe che trattengono a lungo il calore, ed è uno dei materiali più antichi della valle: qui la si lavorava già in epoca romana.
Si può andare se non è gennaio?
C'è una fiera più piccola in estate, e in città diverse botteghe lavorano tutto l'anno. Ma la fiera di gennaio è di natura diversa: non è un evento per visitatori, è il calendario della valle, e si nota.
Dove si trova
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