Aosta · Italy
Criptoportico forense
Scendi qualche gradino e la temperatura cambia. Questo è un criptoportico: una doppia galleria interrata che correva sotto il foro, su tre lati della piazza sacra. Non era una cantina né un passaggio segreto: serviva a contenere il terreno e a creare un piano perfettamente orizzontale per i templi che vi sorgevano sopra. Il pendio naturale digradava verso sud e i Romani, anziché adattarvisi, fabbricarono il suolo su cui intendevano stare. Risolvendo quel problema di ingegneria realizzarono questo: volte basse, pilastri ritmati, la luce che entra da feritoie strette e si spegne dopo pochi metri, l'aria immobile. È lo spazio romano meglio conservato della città, e la ragione è semplice: è sottoterra. Ciò che scompare non viene smontato per riusarne le pietre, non riceve la pioggia e non ostacola chi costruisce al di sopra. In superficie, del foro non resta quasi nulla. Qui sotto è tutto ancora in piedi.
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A quale scopo serviva davvero?
Anzitutto a sostenere. Il terreno non era piano, e il criptoportico faceva da fondazione e da muro di contenimento per la terrazza del foro. Gli spazi interni potevano poi servire da magazzino o da riparo.
Cosa stava sopra?
L'area sacra del foro, con due templi gemelli affiancati e la piazza porticata. In superficie oggi non resta quasi nulla: la città medievale e moderna ci ha costruito sopra.
Perché è così ben conservato?
Perché è sottoterra. Quello che sta sotto il livello di calpestio non viene smontato per riusare le pietre, non prende la pioggia e non ostacola chi costruisce al di sopra. Sparire è il modo migliore di sopravvivere.
Dove si trova
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